Pedaliamo il mondo intero!

APPELLO PER UNA RETE

Dalle tracce della critical mass.
Dal 2001 a partire da Milano, Catania e poi Roma, così come molte altre città, orde di ciclisti hanno invaso le strade della penisola (e delle isole); fiumi di ciclisti situazionisti hanno trovato nella critical mass la forma d’espressione di una scelta di vita. Quella scelta è un atto di protesta e di cambiamento: muoversi quotidianamente su due ruote è atto individuale; la scelta collettiva di pedalare in ritrovi spontaneamente disorganizzati è la critical mass: scelte politiche apertamente critiche della società dei consumi, delle repubbliche delle automobili e dello sviluppo capitalistico tecnicamente distruttore.

Siamo il traffico! è stato il grido più forte e più rappresentativo di una pratica consistente nel riprendersi le strade, diffondere un ideale diverso, praticare azione diretta. Dal mondo di critical mass e prime ciclofficine popolari nasce la Ciemmona, nel 2004: critical mass interplanetaria, appuntamento annuale “nazionale” ma aperto, che fin dal nome suggerisce l’impossibilità di ridursi ai confini di un paese, di quei limiti oggi più che mai ostacolo prepotente alla libertà di movimento delle persone. Appuntamento annuale che da Roma negli ultimi anni è finalmente diventato itinerante e ha raggiunto Milano, Bologna ed in questi giorni Bari.

Pedaliamo il mondo intero!
Crisi su crisi, i nodi e le contraddizioni di questo modello di sviluppo sono tanto manifeste quanto annunciate; sempre più quotidiana è la violenza di chi finge di salvare il salvabile, recitando il fallimentare mantra del progresso e del mercato. Nell’occhio del ciclone, la critical mass e le ciclofficine popolari si inscrivono nel “green block”, parte di un più ampio spettro politico popolare a cui si affiancano il “red”, il “black” ed il “pink”, colori di quei movimenti che con pratiche e idee differenti e molteplici rifiutano la riduzione all'”uno” dell’ordine stabile e stabilito, all'”uno” dello stato nazione e di ipocrite aperture liberali.
Negli ultimi decenni le lotte ambientali e territoriali sono state capaci di attaccare e smontare quel ecogreenambient capitalismo che a livello fittizio continua ad ammantarsi di verde, ma nella pratica quotidiana propone la solita abusata tonalità di grigio di grandi opere inutili, della speculazione edilizia, della devastazione dei territori nel nome del mercato globale. Sia la lotta No Tav, sia gli indiani del No Dap, che l’opposizione alla riqualificazione dei quartieri popolari, gli aspetti ecologici intrecciano le lotte ad altre forme di oppressione e abbracciano i principi dell’antifascismo, dell’antirazzismo e dell’antisessismo, formando un orizzonte comune, spesso non descritto ma inequivocabilmente presente.

Durante la Ciemmona dell’anno scorso a Bologna crediamo siano stati percepibili questi ideali; ancor più, abbiamo sentito la volontà di conoscersi e di mescolarsi e tutt’ora la più grande autocritica che ci facciamo è quella di non aver previsto più momenti assembleari in quei giorni.

Ed è sulla spinta della Ciemmona bolognese e dell’energia che abbiamo percepito in quei giorni che scriviamo questo documento.

Crediamo che la storia delle ciclofficine popolari e delle critical mass sia una storia in ascesa, e debba continuare a salire sempre più su. Se prendiamo il caso bolognese, quello a noi più familiare, la biciclettata – leggermente differente dalla cm in quanto specifica per un evento politico – si sta diffondendo come pratica e la critical mass è stata ravvivata da nuove energie. Crediamo nell’importanza e nella centralità che le tematiche ambientali ed ecologiche assumono nella critica al più ampio sistema capitalista e nella possibilità – e nel potenziale – che queste istanze hanno nell’intrecciare altre lotte. Tornando all’esempio bolognese, in città l’opposizione alla cementificazione del passante di mezzo, di F.i.co. – Disneyland del cibo sul modello expo-Farinetti – della riqualificazione urbana in Bolognina e negli altri quartieri periferici si intrecciano alla lotta contro gli sgomberi – in particolare oggi alla battaglia per XM24, lo spazio dove si trova la ciclofficina popolare ampioraggio, attualmente sotto minaccia di sgombero; fino alle lotte per il diritto alla casa e in generale alla volontà di costruire una città altra.

In questo momento particolare sentiamo più che mai l’esigenza di costruire reti e spazi di confronto che sorpassino la dimensione locale e che ci permettano di condividere le nostre esperienze e le nostre idee, di costruire mobilitazioni e discorsi comuni. La Ciemmona è un’occasione importantissima per vedersi e confrontarsi ma sentiamo l’esigenza di incontrarci più spesso sia pedalando nelle strade sia seduti in cerchio in assemblea.

La proposta che portiamo quest’anno alla Ciemmona è di (ri)costruire una rete delle ciclofficine popolari che si riconosca nei principi dell’autogestione, dell’anticapitalismo, dell’ecologismo e faccia proprie le discriminanti antifasciste, antirazziste e antisessiste perché la libertà passa per la lotta ad ogni forma di oppressione e nocività.

La proposta è radicale nel discorso strettamente politico, ne siamo consci. Crediamo che la strada della riforma e della partecipazione democratica possa portare solamente al raggiungimento di minimi obiettivi di facciata, incapaci di cambiare realmente le basi fondative di un sistema insostenibile. Tuttavia questa radicalità non vuol essere una chiusura di se stessa su se stessa: vuol essere autocoscienza di sé che resti costantemente aperta al dialogo con le realtà più disparate e non precluda il confronto. Non a caso i principi di cui sopra lasciano ampi spazi aperti, sono chiusure verso aspetti a noi incompatibili di questo sistema ma dobbiamo affermare che la realtà del mondo naturale così come della civilizzazione è assai più ampia. Diversità e convivenza di pratiche e idee sono la forza più grande che possiamo esprimere.

Iniziamo a sentirci e a raccogliere delle mail, ma soprattutto a conoscerci e a confrontarci in questi giorni a Bari! Cerchiamo uno strumento di comunicazione resistente, efficace e spacca-motori!
Con i contatti raccolti e con le vecchie mailing list ci impegnamo a lanciare una critical mass e un’Assemblea nazionale delle ciclofficine popolari e dei ciclisti radicali questo autunno a Bologna come primo momento di incontro aperto a chiunque voglia partecipare.

Intanto godiamoci questa Ciemmona 2017,
one less car!!

per info: ampioraggio [at] inventati [punto] org

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